martedì 27 giugno 2017

Sono tornata! & Recensione: Questo non è amore di La 27esima ora

I'M BAAACK!!! Come state miei carissimi lettori? Finalmente sono tornata per vostra (s)fortuna sulla blogosfera e sono carichissima. Non posso mentirvi: ho letto poco, ma ho letto libri di spessore e, in più, ho ampliato i miei orizzonti, in relazione ai libri di spessore. Ma questa è un'altra storia che vi racconterò a brevissimo. E' stato un periodo abbastanza intenso. Fondamentalmente avevo messo in paura il blog perché non avevo tempo per postare, né per leggere perché siccome questo è stato il mio ultimo anno di liceo (a giorni ho l'orale, pregate per me) non volevo assolutamente togliere tempo allo studio e quindi ho messo un po' tutto da parte. Ma ora che ho più tempo libero, posso ritornare a leggere e cavolo, quanto mi è mancato! Posso ritornare a leggere e quindi a scrivere per voi, perché sì, mi è mancato anche scrivere. 
Iniziamo questa estate e questo ritorno sul blog con una recensione di un libro che ha trattato una tematica a me molto cara. Spero vi piaccia, buona lettura.

Autore: La 27esima ora
Titolo: Questo non è amore
Editore: Gli specchi Marsilio
Trama: Attraverso il racconto di ogni protagonista, i fatti, le emozioni, le botte, si svelano le cause scatenanti e le dinamiche di coppia. Episodi ripetuti di maltrattamenti alternati a "pentimenti" del partner. E la tragedia sempre in agguato. Tutto questo avviene nella "normalità" e nella convinzione che la violenza riguardi altri. Ma a un certo momento accade "qualcosa" per cui le donne capiscono che così non può continuare. Che cosa? Ogni storia ha una sua "chiave" che la tiene inchiodata alla violenza e una che la porta a non voler più subire. Qualche volta quel maledetto meccanismo si rompe prima che sia troppo tardi. Le protagoniste, raccontandosi, affrontano quella violenza subdola che colpisce le donne nel momento in cui dicono "no", sottraendosi ai ruoli imposti da qualcosa che è nato come amore. Ma che non lo è più. Violenza fisica e anche psicologica che attraversa le classi sociali e spesso coinvolge i figli.
Questo è uno dei pochi libri seri che io abbia mai letto. Serio nel senso di tematica seria perché questo è un libro che parla di violenza, di quella violenza fisica e non fisica che da secoli si vede su questo pianeta. È una tematica a me importante perché vedo che per quanto si lotti, per quanto si cerchi di cambiare le cose, la violenza sulle donne è un problema che ancora nel 2017 ci sta affliggendo.
Il romanzo consiste in una serie di racconti di donne che hanno subito violenza, uomini che l'hanno compiuta e di interventi di donne che hanno parlato di questo fenomeno su un piano sia politico sia psicologo, illustrando anche le attività delle organizzazioni che si occupano di violenza sulle donne: telefoni rosa, case rifugio, centri antiviolenza. È un libro particolare, che mi ha dato tanto.
Grazie a Dio sono lontana da rapporti del genere, ma questa lettura mi ha dato un barlume di conoscenza e consapevolezza di cosa davvero subiscono queste donne; di come si sentono, di come reagiscono, di come pensano e di cosa si dicono. Perché molte di loro si danno la colpa, si dicono che è per qualcosa che hanno fatto o detto loro. Pensano che è solo un momento; si dicono che non succederà più, che è solo un attimo di rabbia o nervosismo. Ma sanno dentro di loro che è una bugia.
E quindi il libro espone cosa succede in questi momenti, quali meccanismi ci sono in queste relazioni malate in cui la donna viene annullata in ogni suo aspetto, in cui la donna viene distrutta in quanto individuo. Credo che il libro voglia offrire speranza, speranza a tutte quelle donne che ogni giorno vengono maltrattate ma che non sono abbastanza forti; vuole mostrare che esistono scappatoie, che è possibile uscirne, che esiste una soluzione. 
Un libro che urla a tutte le donne là fuori che bisogna lottare, perché tutti dicono che abbiamo pari opportunità, parità di genere, ma questa parità non è nella nostra cultura, non c'è mai stata. La nostra è una cultura che vede ruoli prestabiliti: l'uomo marito, capofamiglia e lavoratore, la donna, moglie, madre e casalinga. Ed è proprio nel momento in cui questi stereotipi vengono rotti che succede qualcosa, qualcosa che può essere orribile, qualcosa che molti tendono a svalutare, a minimizzare.
La donna non deve e non dovrà mai accettare una violenza del genere, mai. E se c'è stato anche solo uno schiaffo, anche solo un spintone che magari tendi a minimizzare, a dimenticartene, non farlo, perché quello schiaffo o quello spintone saranno solo l'inizio. Un libro meraviglioso, triste, duro, ma reale. Un libro che offre speranza, un libro che chiede alle donne di rialzarsi e di lottare per se stesse e per nessun altro.

Meraviglioso, meraviglioso, meraviglioso. Non ho nulla da aggiungere. Un libro che molti dovrebbero leggere, perché è importante aprire gli occhi alle persone. Bisogna sapere cosa succede fuori dalle nostre case, perché potrebbe essere proprio la nostra vicina a subire violenze. Bisogna imparare a capire che i panni sporchi non si lavano in famiglia, perché qui stiamo parlando di violenze psicologiche, violenze fisiche che possono sfociare in omicidio. Una vita potrebbe finire solo perché quella donna non veniva creduta, o non veniva difesa, non veniva ascoltata. E' importante operare un cambiamento.