martedì 25 luglio 2017

Salone Internazionale del Libro di Torino 2017: la mia esperienza

Buongiorno a tutti carissimi lettori! Come state? Spero che vada tutto bene, compresa l'estate! Oggi sono qui per riportarvi un'esperienza bellissima che ricorderò per sempre nella mia vita di lettrice. Sto parlando del Salone Internazionale del Libro di Torino!!! Cool, right?!
Ps: non fatevi spaventare dalla lunghezza del post, sono le immagini che rendono l'articolo così lungo(!).




Ho passato a Torino quattro giorni, sono stata da una parente che abitava lì, così non avevo bisogno di prendere nessuna stanza di hotel. Ho preferito stare quattro giorni (alla fine solo due perché un giorno per andare e un giorno per tornare) così da avere un quadro completo di tutto il Salone che ho  a m a t o. Il primo giorno l'ho passato sul treno, ma la sera ho avuto la fortuna di assistere ad un evento del Salone OFF (sarebbero degli eventi in giro per la città ad ingresso libero che si tenevano quando il Salone chiudeva verso le 20); uno spettacolo teatrale fondato su dei monologhi di persone realmente esistite: è stato bellissimo. Mi sono emozionata perché erano storie toccanti e i monologhi erano intervallati da piccoli componimenti musicali davvero ben eseguiti. Una serata meravigliosa davvero: bellissima nella sua semplicità. Quel giorno era venerdì.
Sabato è stato invece la mia prima intera giornata al Salone al Lingotto. La foto qui a destra illustra com'era dentro la struttura. Era immensa, qualcosa di gigante. Al suo interno c'erano piccoli e grandi stand di varie casi editrici. Ma non solo, anche associazioni come la Croce Rossa, l'esercito italiano, i carabinieri, la Rai e tanti altri.
Oltre agli stand c'erano anche diverse salette dove si tenevano delle conferenze, incontri, riunioni. Ho passato al Salone due giorni interi, in modo da non perdermi assolutamente nulla.
"I libri sono tutto. I libri sono la vita" (Inge Feltrinelli)
Sinceramente sono contenta di questa scelta, in una giornata avrei potuto solo visitare gli stand. Per quanto riguarda gli incontri vi racconto mooolto brevemente di cosa hanno trattato: ho partecipato ad una presentazione di un libro con successivo firmacopie (libro in questione: Del dirsi addio di Marcello Fois); un'altra presentazione di vari libri (tutti riassunti in un solo incontro) che trattavano la sfera femminile; ancora un'altra presentazione di un libro che ho comprato insieme a Del dirsi addio (libro in questione: Il ritorno del non morto di Alessandro Norsa) in particolare questo incontro è stato illuminante perché mi aspettavo un libro fantasy sui vampiri, e invece la presentazione era interamente improntata su argomenti di origine antropologica; l'autore ha illustrato il mito e l'origine della figura del vampiro, il suo significato, da dove proviene il termine, le leggende ecc..
E' stato uno dei miei incontri preferiti anche perché ho studiato per cinque anni antropologia al liceo delle Scienze Umane quindi è stato un argomento che ho sentito molto vicino.
Poi, due incontri dedicati a Don Lorenzo Milani (altro argomento che ho sentito vicino perché l'ho studiato proprio quest'anno in pedagogia), dove ho avuto anche l'opportunità di approfondire l'argomento perché a questi due incontri, hanno partecipato un fotografo che aveva scattato le foto al maestro che ho ritrovato nel mio libro di testo(!) e anche un suo ex alunno(!!). E' stato affascinante...! 
Infine (credo sia l'ultimo incontro a cui ho partecipato, spero di non essermene dimenticata altri), un dibattito sui confini e i limiti che possono rappresentare l'età che viene specificata nei libri, per esempio "dai 5 anni in su, dai 12 anni su, ecc.". Questo incontro è stato molto interessante perché mi ha fatto rendere conto che dietro l'età o il target che viene specificato nei libri, c'è dietro un intero mondo di riflessioni e dibattiti. Si è visto come queste età che viene scritta spesso sui libri, rappresenta dei confini da non superare (per esempio, la saga di Harry Potter è originariamente stata dedicata ai più piccoli, ma invece molti adulti oggi amano la saga del bambino che è sopravvissuto); molto spesso per i più grandi questi target e indicazioni degli anni di lettura, possono rappresentare un territorio da non attraversare, un confine da non superare. Su come l'autore è soggetto spesso a "censure" perché non può scrivere di questa o quella scena perché magari troppo violenta per dei bambini. E quindi si è riflettuto su questo e mi ha sorpreso perché c'era davvero tanto da dire; non avevo mai pensato a tutto questo. 

E bene miei cari lettori, il post di oggi termina qui, ma non è tutto quello che ho da dirvi su questa esperienza perché il prossimo post sarà dedicato ai libri che ho acquistato al Salone. E voi, siete mai stati al Salone Internazionale del Libro? Vi è piaciuto? Siete mai stati a qualche fiera letteraria? Raccontatemelo nei commenti!
E noi ci vediamo alla prossima, buon proseguimento di giornata!