giovedì 12 febbraio 2015

Recensione: Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino di Christiane F.

Ciao gatti dolciosi! Come state? Oggi vi volevo proporre la recensione di una mia carissima amica che come molte o molti di noi ama la lettura, così ho deciso di postarla, anche perché questa recensione mi ha fatto venire i brividi, spero vi piaccia!

Autore: Christiane F. (a cura di Kai Hermann e Horst Rieck)
Titolo: Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino
Editore: Rizzoli
Prezzo: €11.00
Pagine: 334
Rilegatura: brossura
Trama: Berlino, anni Settanta, quartiere dormitorio di Gropiusstadt. Christiane F. ha dodici anni, un padre violento e una madre spesso fuori casa. Inizia a fumare hashish e a prendere Lsd, efedrina e mandrax. A quattordici anni per la prima volta si fa di eroina e comincia a prostituirsi. È l'inizio di una discesa nel gorgo della droga da cui risalirà faticosamente dopo due anni.

Recensione: Christiane. Un nome, una vita. Forse l'ennesima spezzata, una delle tante gettate al vento, come se fosse una cosa di poco conto. La storia raccontata dal punto di vista di una vittima. La droga, che nel romanzo occupa una posizione di primaria importanza, è per Christiane l'unica via di fuga, un'amica inseparabile, la strada che imbocca per fuggire ai problemi. E poi c'è Detlef, la sua prima cotta. Così simile a lei, perché anche lui si rifugia in qualcosa di sbagliato. Ma l'unica cosa di illegale sembra il loro amore. Lo stile è ricco di dettagli, l'andamento è scorrevole. Si riscontrano numerose pause sintattiche, e molte descrizioni. La scrittura entra nel vivo degli eventi, raccontandoli come se le stesse vivendo per una seconda volta. Appena mi sono addentrata nei meandri della biografia, ho subito colto a pieno il messaggio dell'autrice: la realtà di Berlino negli anni '80, incorniciata dal problema della prostituzione giovanile. Il grido d'aiuto di Christiane, il suo desiderio di far conoscere agli altri la sua storia. Ho apprezzato pienamente il contenuto del romanzo. Il registro linguistico non è alto, né ricercato, bensì medio-basso. In alcuni tratti usa allusioni, e un linguaggio licenzioso. Tuttavia, esso si sposa perfettamente alle descrizioni e alla trama, tanto da non notarlo. La lettura di questo libro richiede una maturità psicologica già abbastanza avanzata. I temi trattati sono molto crudi. La morte, l'amicizia, l'irrinunciabile ricerca della felicità che accompagna la vita...
-Martina C.

Questa è stata la recensione della mia amica, spero vi sia piaciuta come è piaciuta a me. Alla prossima tesoriniii!