lunedì 17 agosto 2015

Recensione: Alla fine di un lungo inverno di Emma Woolf

(N.B. Ci tengo a precisare che né questa, né altre recensioni hanno spoiler, quindi potrete leggerle tranquillamente)
Buon lunedì piccoli animali pelosoni: buon lunedì e buon inizio settimana!
Ne approfitto per scusarmi con voi per l'irregolarità con cui pubblico i miei post. Sono alle prime armi e cerco di fare tutto per bene e molte volte Blogger non mi rende certo le cose più facili. Non a caso mi fa dispetti come pubblicare post quando non devono essere pubblicati in determinati giorni, non mi fa connettere Blogger con Bloglovin', di punto in bianco non mi fa più vedere le immagini e così sono costretta a rimetterle una per una di nuovo... Insomma diciamo che il livello di nervosismo non è così basso a volte, *risata nervosa* senza contare la frustrazione che ho quando ripenso alle difficoltà che ho avuto con la grafica, nonostante sia così semplice mi sono affaticata non poco per crearla perché proprio non sono pratica in queste cose tecnologiche, in cui bisogna avere Photoshop o altre cianfrusaglie varie. Quindi vi chiedo umilmente perdono se qualche volta vedete qualcosa che non va nel mio blog ma, state pur certi che rimarrò alzata fino a tardi pur di aver un blog accettabile! Sono alla ricerca di questo equilibrio riguardante il mio angolino e mi ci vorrà un po' per capire tutte le dinamiche delle varie piattaforme che uso. Scusate il mio essere logorroica, e mi scuso anche per questa premessa/ spiegazione/ sfogo/ scuse ai lettori così lunga, e penso proprio che sia tempo di dare spazio al post adesso!
Oggi iniziamo la settimana con una recensione. Il libro in questione è di Emma Woolf, pensate, la pronipote della famosa e storica scrittrice del XX secolo, Virgina Woolf(!).

Autore: Emma Woolf
Titolo: Alla Fine Di Un Lungo Inverno
Editore: Tea
Prezzo: €11.90
Pagine: 254
Rilegatura: copertina rigida con sovraccoperta
Dove l'ho acquistato: Mondadori Store
TramaA trentadue anni, dei quali gli ultimi dieci passati a nascondersi dalla verità, Emma Woolf ha finalmente deciso che era tempo di affrontare la sfida più importante della propria vita. Per la prima volta ha ammesso di soffrire di una patologia subdola e feroce: l'anoressia "funzionale". Emma infatti si era costruita con volontà ferrea una carriera di successo e conduceva un'esistenza apparentemente normale, ma era intimamente tormentata da un controllo ossessivo sul cibo, dall'esercizio fisico esasperato e da un rapporto morboso con la fame. Dopo aver finalmente incontrato l'uomo giusto, e desiderando un futuro e un figlio con lui, ha deciso di affrontare i suoi demoni, di smettere di accanirsi sul suo corpo, gettare i vestiti taglia XXS e riscoprire la sua femminilità. In sostanza, ha deciso di liberarsi dalla trappola mortale dell'anoressia e di ricominciare a vivere pienamente. Come se non fosse abbastanza, Emma ha preso l'impegno di tenere un diario di questa sua lotta estenuante su una colonna settimanale del Times. Presto la sua rubrica è diventata uno degli appuntamenti più seguiti dai lettori: il numero di email, commenti e messaggi ha superato ogni aspettativa, e le ha dato nuova forza per andare avanti. Da questa esperienza è nato "Alla fine di un lungo inverno". Coraggioso e lucido nella sua sincerità, questo libro è una testimonianza a tratti scioccante, un messaggio di speranza e una emozionante storia d'amore.



Se devo parlare sinceramente, non mi aspettavo che questo libro fosse così... schematico, confusionario e molto frammentario. Ma andiamo per ordine. Il modello di scrittura della Woolf non era così "sviluppato" come credevo. La storia viene raccontata sotto un punto di vista schematico, in cui l'autrice si limitava a fornire dati e percentuali di cui io non capivo nulla. In pratica pensavo che l'auto biografia fosse romanzata e non così fredda e distaccata. Anche se cerco di non dimenticarmi mai che quelle sono le parole di una donna vittima del disturbo del comportamento alimentare, non del tutto "lucida", diciamo così. Prevale la descrizione e se vogliamo imitare l'autrice e le sue statistiche, la conversazione era circa del 5% e forse anche di meno. Come appena detto, il libro non solo presentava una perpetua descrizione, alcune volte molto lenta e pesante, ma anche ricca di statistiche, numeri e percentuali di organizzazioni ed enti che si occupano del disturbo del comportamento alimentare. Questa parte del libro davvero non l'ho apprezzata, ed essa ricopriva circa la metà della biografia. Nell'altra metà del libro, l'autrice si concentrava maggiormente sulla sua vita, meno sui numeri, e più sulla sua malattia, cercando di affrontarla come qualsiasi altra donna affetta da questi disturbi con il desiderio di guarire. Inoltre, si passava da un evento ad un altro, e credo, ma non ne sono sicura, che gli eventi che raccontava, non seguivano una cronologia precisa, il che tendeva a confondermi non poche volte. Ma nonostante ciò, in modo paradossale, credo di aver capito meglio questa malattia. Dico in modo paradossale perché l'autrice non ha mai dichiarato la causa della malattia. Forse non c'era una causa, forse nemmeno lei la sapeva. Fatto sta che ho imparato a rispettare di più queste patologie. Non che prima non lo facessi. Assolutamente. Ma, non lo so spiegare in effetti, mi sento più crescita: banale esempio, prima dicevo "anoressia" o "bulimia", adesso invece mi limito a dire "disturbi del comportamento alimentare". Anche se non so di preciso se bisognerebbe chiamarla "crescita" o "usare nomi diversi". Fatto sta che grazie a questo libro ho imparato molto su questa malattia. Per quanto riguarda la protagonista non ho potuto fare a meno di affezionarmi a Emma (anche se di poco; ci vuole più di un libro per affezionarmi ai protagonisti, il caso di Daemon e Katy), mi dispiacevo leggendo quello che aveva dovuto passare, pensando che le cose peggiori accadono alle persone migliori, ma anche ero felice quando finalmente raccontava della sua lunga via di guarigione e dei traguardi a cui tanto aspirava. 
A conclusione posso dire anche che questo libro mi ha insegnato due cose: non siamo soli, se troviamo le persone giuste, queste saranno in grado di supportarci e combattere con noi un po' delle nostre guerre, se solo noi glielo permettiamo. La seconda cosa che ho appreso da questa autobiografia è che ognuno di noi, ha sempre la forza (magari nascosta da qualche parte) di rialzarsi e lottare per qualcosa, se solo lo vogliamo. Ho imparato (anche dalle mie esperienze) che se abbiamo volontà, possiamo arrivare dove vogliamo, possiamo combattere tutte le guerre che vogliamo, possiamo guarire da tutte le malattie da cui possiamo guarire.

Giudizio: Do a questo libro 3 cuoricini, perché lo stile non era dei migliori e tutti quei nomi e numeri non hanno fatto altro che spostare il racconto, da un'auto biografia a un fascicolo di dati di cui non me ne importava granché; inoltre a causa di queste pecche anche la descrizione ne risentiva, diventando a tratti molto pesante. Ma a parte questo la storia di Emma mi è piaciuta molto quindi penso che questo libro sia nelle media, né troppo, né poco.



Nuvoline di zucchero filato, la mia recensione finisce qui. Buon proseguimento di giornata!