lunedì 31 agosto 2015

Recensione: Nightwalkers, I figli del tramonto di Davide Roma

(N.B. Ci tengo a precisare che né questa, né altre recensioni hanno spoiler, quindi potrete leggerle tranquillamente)
Buongiorno piccoli cuccioli di alpaca, come state? Siamo entrati nel mese di Settembre e questo vuol dire solo una cosa per me: il rientro a scuola. Già mi sta salendo l'ansia... per fortuna che ci siete voi e il blog; eh sì, perché questa (crescente) ansia la scaccio scrivendo. In più in questi giorni usciranno due appuntamenti che non vedo l'ora di pubblicare qui nel mio angolino e non vedo anche l'ora di parlarvene, ovviamente. Sono troppo eccitata! *sorriso a 32 denti* Cooomunque, per ora, vi lascio alla mia recensione, spero vi piaccia!!


Autore: Davide Roma
Titolo: Nightwalkers, I figli del tramonto (Jude chronicles #2)
Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo: €15.22
Pagine: 275
Rilegatura: copertina rigida con sovraccoperta
Trama: L’aurora boreale è un fenomeno comune in Alaska, ma non in pieno giorno. Un evento straordinario, che per qualcuno è un indizio della presenza di Jude Westwick. La sua vita da adolescente ribelle nella cittadina di Twindale, Massachusetts, ora non è che un ricordo. Dopo aver scoperto la sua natura non totalmente umana e aver appreso di essere la reincarnazione di un demone, Jude ha dovuto lasciarsi alle spalle la scuola, gli amici, Amber, a cui lo lega un vincolo speciale, e Emily, l’amore della sua vita. Connor, l’uomo che gli ha fatto da padre, lo ha convinto che l’unico modo per sfuggire alla setta al servizio del Male, sia isolarsi e portare avanti l’addestramento che gli consentirà di padroneggiare i suoi straordinari poteri. Ma Connor è un traditore, e il suo vero scopo è trascinare il ragazzo nell’oscurità. Per questo, lasciata l’Alaska, è a Manhattan, dove il vizio si annida e il Male alberga da sempre, che Jude dovrà concludere la sua formazione. “Fa’ ciò che vuoi sarà l’unica legge”: una tentazione non da poco per un ragazzo di neanche vent’anni. Ma qualcosa della sua vecchia vita continua a esercitare un richiamo che lui non può ignorare. Qualcuno che non ha mai dimenticato lo sta aspettando. E per Jude è arrivato il momento di scegliere.




Ultimamente sto leggendo molti libri che mi piacciono (sia ringraziato il cielo) e Nightwalkers è, senza ombra di dubbio, uno di questi. Come sempre parto dallo stile: quello di Davide Roma l'ho trovato semplice, scorrevole; così semplice, che sfiorava la banalità. Uno stile neutro, nulla di caratteristico come la Collins o la Mafi (per intenderci). Delle volte però mi sembrava come se lo scrittore non riuscisse a farmi entrare nell'irrealtà del storia: sembrava fin troppo irreale a volte (mancava la capacità di farmi immergere totalmente nella storia, non so se vi è mai capitato), e questo mi è dispiaciuto non poco. Diciamo che però, nonostante questo, lo stile era molto scorrevole, il che non appesantiva la lettura. Passando all'ambientazione invece, sono rimasta piacevolmente colpita dalla conoscenza di luoghi situati in America. Non immaginavo che descriveva in modo così accurato i luoghi visitati da Jude: impossibile non figurarseli nella mente. Di sicuro molti punti a favore, perché sono quel tipo di lettrice che non tollera quando la descrizione dell'ambiente è lasciata a se stessa. In aggiunta lo scenario assume un ruolo di fondamentale importanza, perché vedremo che sarà a New York che Jude raggiungerà i suoi massimi poteri in versione Shaitan. Inoltre conversazione e descrizione sono bilanciate tra di loro quindi è impossibile annoiarsi. Altri punti a favore sono rappresentati dalla trama generale, costruita molto bene; mi è piaciuto lo svolgersi degli eventi, la direzione che hanno preso le cose, è stato davvero bello vedere dove la storia ti portava, inoltre non mancavano piccoli colpi di scena e momenti di suspense, in cui una rivelazione stava per essere fatta e non ti rimaneva che continuare a leggere. E alcune volte esclamavo frasi tipo: "ma che(?!)... Devo assolutamente sapere cosa succede!", oppure "oddio pazzesco! Devo sapere cosa succede, ora!!". Robe del tipo, ecco. Insomma, volevo sapere a tutti i costi cosa stava per accadere. Per quanto riguarda i personaggi... eh. Superficiali, banali, deludenti. Non c'è sviluppo in essi, non presentano sfaccettature il che tende, come detto, a banalizzarli. Non ho altre parole per questo argomento perché sono rimasta, non solo delusa, ma anche annoiata dalla loro monotonia. L'unico punto a favore rappresentato dai personaggi è Jude in gestione Shaitan; diciamo che è un personaggio nuovo, perché ci verrà presentato nella sua versione cattiva e acquisterà un fascino che provo solo nei confronti dei cattivoni della storia. Un altro punto a favore è rappresentato dal fatto che c'è un singolarità in questa storia: ovvero che il protagonista assume sia il ruolo del buono che del cattivo e di certo non capita in tutti i libri. A Roma di sicuro non manca l'originalità, il che, anche tralasciando lo stile ancora tutto da sviluppare, è sicuramente un tratto che a parere mio non deve mancare in uno scrittore. Se si ha l'originalità, si ha un intero mondo da poter conquistare. Il finale, mi ha lasciata un po' interdetta ed è stato un po' brusco. Non saprei descriverlo in altro modo, perché comunque è stato un bel finale dal punto di vista romantico, (su questo non ci piove) solo che molte cose sono rimaste in sospeso; in questo finale presentatoci da Roma, molti elementi conclusivi bisogna trarli da se stessi, in quanto sono racchiusi nelle ultime due pagine situate nel futuro della storia. Io parlerei di un finale semi-aperto. Forse, se lo leggete, capirete perché.

Giudizio: do a questo libro 3 cuoricini. E' una piacevole lettura, scorrevole, che si legge tranquillamente. Non è un capolavoro ma non è nemmeno orribile, assolutamente.

Piccoli dolci alpaca, la recensione termina qui e noi ci rivediamo giovedì, ciao c: