lunedì 4 gennaio 2016

Recensione: The summoning. Il richiamo delle ombre di Kelley Armstrong

(N.B. Ci tengo a precisare che né questa, né altre recensioni hanno spoiler, quindi potrete leggerle tranquillamente)
Salve gente normale che legge il blog di una matta da legare! Come state? La scuola sta per iniziare e l'unica cosa che posso fare è mettermi le mani fra i capelli e urlare correndo per casa. Va tutto molto bene, insomma! Oggi vi parlo di un libro che è stato una sorpresa per me. Non mi aspettavo che fosse così... così! Leggete la recensione per capire cosa intendo con "così... così!"

Autore: Kelley Armstrong
Titolo: The summoning. Il richiamo delle ombre (The darkest powers #1)
Editore: Fazi
Prezzo: €4.00
Pagine: 343
Rilegatura: copertina rigida con sovraccoperta
Trama: Chloe Saunders, una teenager come tante. Pochi sogni nel cassetto e nessuna particolare aspirazione, se non quella di diplomarsi con un voto decente, avere molti amici, trovare magari un ragazzo da amare. E tuttavia, sebbene le sue aspettative non siano poi così alte, mai si sarebbe aspettata che nel bagno della scuola, invece di ragazze che si rifanno il trucco o parlano del giocatore di football che le ha invitate al ballo, avrebbe trovato il bidello. Un bidello che ormai è morto. Ma Chloe può vedere i fantasmi e i fantasmi possono vedere lei. La sua vita non sarà mai più la stessa. Molto presto gli spettri sono ovunque, le richiedono attenzione, invocano il suo aiuto. È troppo per lei: la ragazza ha un crollo nervoso, tanto da essere internata in una casa per ragazzi disturbati. Lyle House, «un posto per ritrovare la serenità» reciterebbe la brochure, se ne esistesse una. Purtroppo la realtà si rivela presto meno patinata e tranquilla: quando Chloe conoscerà meglio gli altri pazienti - l'affascinante Simon e l'odioso fratello Derek, la detestabile Tori e Rae, che ha un "problemino" col fuoco - inizierà a realizzare che c'è qualcosa di strano e sinistro che lega tutti loro, che non si tratta dei soliti "ragazzi interrotti", che c'è una vena molto più oscura che si cela nelle fondamenta di Lyle Houses. 
Sto ancora mettendo in ordine i miei pensieri riguardo questo libro, in quanto ho finito di leggerlo alle sette del mattino del 2/01(sì, ho letto solo, Morfeo l'ho visto dal binocolo che mi invitava nel mondo dei sogni). Praticamente questo libro l'ho letto in meno di un paio di giorni. L'ho divorato. Ho iniziato a leggere questo libro perché per oggi non avevo nessuna recensione in cantiere così mi son detta: "Simona, adesso devi mettere il turbo anche se il libro non ti piace. Lunedì devi postare una recensione". Ma il turbo l'ho messo ugualmente, e non perché una recensione doveva essere postata ma perché la storia mi ha letteralmente coinvolta al punto di rimanere sveglia l'intera notte al fine di sapere cosa succedeva. Alla fine mi ero resa conto che avevo iniziato l'anno con il piede giusto, sperando che l'intero anno fosse costellato di libri così. Questo libro è stato una rivelazione. Io l'ho adorato dall'inizio alla fine. Avete presente quando un libro ti prende da subito e non hai la forza di staccarti dalle pagine? Ecco a me è successo esattamente così. Inoltre, con uno stile scorrevole, semplice e ironico, non era poi così difficile diventare una cosa sola con questo libro. Era Chloe che narrava le vicende dal suo punto di vista e ammetto che l'unico difetto possa essere stato la sua età. Non so, 15 anni mi sembrano un po' pochini. Forse solo io la vedo così, ma credo che già a 16 anni avrebbe fatto la differenza. Ma questa è solo un mio parere a dir poco pignolo e forse anche insensato. Quindi, come già detto, abbiamo uno stile facile e scorrevole da leggere, per niente lento; e la storia veniva narrata in prima persona, cosa che apprezzo sempre. Inoltre un'altra caratteristica che ho apprezzato è stato il perfetto bilancio tra conversazione e descrizione. Quindi sullo stile, non ho niente da ridire. Riguardo lo sviluppo degli eventi, non mi aspettavo che la storia fosse così; nel senso che pensavo fosse una lettura spensierata, che non ti rimane impressa, ma che comunque ti è piaciuta. E invece no. Perché ogni singola pagina era come una specie di droga e io ne volevo sempre di più. E' stata una lettura coinvolgente, e mano a mano che si creavano interrogativi, tu fremevi per avere le risposte e l'unica cosa che potevi fare era leggere ciò che veniva dopo. Quindi è assodato che il libro mi ha presa subito. E gli eventi si sviluppano in modo così sostenuto che è tutto un crescendo di: "oh mio Dio" e "cosa cavolo..." e ancora "NO. OMMIDDIO. SCHERZIAMO?!" e "non ci posso ancora credere" . Insomma, ad un certo punto ti ritrovavi all'interno della storia a fare il tifo per i protagonisti, sperando che le cose si risolvevano per il meglio e senza casini. E se qualcosa andava storto ti ritrovavi nelle 5 famose fasi: negazione, rabbia, contrattazione, depressione e accettazione che si traduceva nel pregare entità sconosciute, affinché non arrivassero più altri guai. Insomma, almeno così è successo per me. Mentre, per quanto riguarda i personaggi, li ho adorati. Erano costruiti benissimo e anche se può sembrare ci sia un triangolo, almeno nel primo libro, il romanticismo non occupa molto spazio nella storia, anzi direi che non ne occupa affatto. Ma nonostante ciò, io che fangirlo in ogni istante della mia vita, ho scippato dal primo incontro Dereck e Chloe. In The summoning, infatti, ci vengono presentati due candidati perfetti per un triangolo: Simon Bae e Dereck Souza. Ho trovato i comportamenti di Simon, abbastanza irritanti, perché lui era il fratello buono e gentile ma alcune volte mi sembrava un po' forzato, non saprei spiegare. Si comportava bene ma era distante; solo quando era con Chloe cambiava atteggiamento e diventata una specie di cupcake vivente tanto era dolce. Mentre poi abbiamo Dereck. Dereck l'ho adorato/ odiato fin da subito. Lui è alto, capelli scuri ma non è muscoloso come gli altri fratelli alla Daemon Salvatore (belli e tenebrosi). No, Dereck è alto con un viso corrucciato e il petto e il viso costellati di acne. All'inizio è scontroso, distante, superbo, ma solo verso la fine vedo un leggero cambiamento che però fa la differenza nel suo carattere: abbatte i suoi muri in presenza di Chloe. E ho apprezzato il fatto che la Armstrong non ci ha sottoposto dei personaggi (maschili) perfetti, ma ragazzi comuni e non degli dei scegli in terra. Io non ce la posso fare. Insomma l'ho finito e devo aspettare due giorni prima che mi arrivi il secondo capitolo della trilogia. DUE GIORNI. Morirò, ne sono sicura: è troppo da aspettare: devo sapere cosa accade. Il finale mi ha lasciata di sasso. DI SASSO RAGAZZI. Del tipo, bocca spalancata per sempre. 

Giudizio: lo ripeto di nuovo. Questo libro è stato una rivelazione. E già a metà della storia sapevo il voto che dovevo mettere. 4 cuoricini. Io non me l'aspettavo, lo giuro. Appena ho capito la bellezza di quello che stavo leggendo, quasi non piangevo dalla gioia. Erano mesi che non leggevo un libro da 4 cuori: quanto mi sono mancati.

E voi? Avete letto questa trilogia che già dal primo libro si è rivelata un piccolo tesoro da tenere in mano? Cosa ne pensate? Fatemelo sapere nei commenti! A giovedì micetti, ciao ciao!! :-*