lunedì 18 aprile 2016

Chiacchiere notturne

Buonasera cari lettori. E' tipo da stamattina che stavo cercando di impostare al meglio questo post, di dirmi anche che magari non era il caso di scriverlo, che magari non interessa a nessuno, che così facendo vado fuori tema, che insomma non fosse il caso.
Ma, la mia voglia di parlare un po' fuori dal mondo dei libri ha prevalso; forse perché ero un po' stufa di pormi con voi sempre sorridente e iperattiva e sempre pronta a parlare di libri. Perché che io lo voglia o no, c'è anche un altro mondo fuori dai libri, un mondo in cui tutti noi abitiamo. Un mondo, un posto chiamato pianeta Terra, un pianeta ospitale, che ci offre una casa dove stare, che ci offre caldo o freddo, tanti bellissimi fiori, i tramonti, le albe al mattino. Un pianeta che ci offre tanti animali che popolano questo bellissimo posto insieme a noi. Un pianeta che si è trasformato e che noi abbiamo trasformato per migliorare la nostra vita. Ma dopo secoli e secoli, pare che a nessuno interessi migliorare questo pianeta, renderlo così ancora più bello, più ospitale ancora, più splendente e meraviglioso che mai. No, a noi uomini interessa solo i nostri comodi eh? Ci interessa solo di migliorare la nostra vita e non quella della Terra in cui abitiamo. Mi seguite fino a qui? Okay, sono le dieci di sera e probabilmente sto delirando, dopo aver fatto quasi quattro ore di matematica, ma questa cosa la dovevo proprio dire. Perché non mi sento di fare altrimenti. Come ben sapete, ieri c'è stato il referendum per far smontare quelle benedette trivelle al termine del contratto. Non si è raggiunto il quorum. E qui casca l'asino; o meglio, qui si capisce quanto noi siamo strafottenti non solo verso il nostro pianeta ma anche verso noi, uomo e uomo. Perché sapete, io le trivelle ce le ho proprio qui, non mi scendono proprio. Quelle cose che stanno in mezzo al mare a scavare e scavare (anche entro le dodici miglia, okay) a me fanno solo tantissima tristezza e disperazione. Perché? E perché sì ragazze e ragazzi miei. Perché stiamo usando mezzi per scavare dentro la terra, dentro il nostro pianeta per trovare una cosa che boh, ti da soldi ma poi alla fine porta solo mali. Io ho in testa un unico pensiero fisso da quando stanno parlando di queste trivelle: va bene che creano posti di lavoro, ma che il mare poi si inquina, i pesci muoiono, le acque si sporcano, e noi belli belli ci beviamo l'acqua sporca procurandoci tumori, cancri e malattie varie e poi moriamo, ma a tutto questo, a cosa diavolo è servito?! Che tu hai voluto mantenere le trivelle per creare posti di lavoro ma che poi muori perché il mare è inquinato, ma cosa cavolo ci ricavi? Il paradiso? Ma no, ti prego. Ma il punto non è tanto per noi, perché, voglio dire cazzo me ne, tanto alla fine moriamo tutti no? La cosa che mi da più fastidio è sapere che quei cavoli di aggeggi stanno aprendo il terreno in due, che stanno procurando una ferita al nostro Pianeta, perché stanno facendo una cosa che non è naturale ragazzi! Non possiamo comportarci così nei confronti nel nostro pianeta, perché questo sta soffrendo cavolo. Sta male davvero e io non capisco come la gente non lo senta. Poco fa ho giusto visto un servizio al telegiornale in cui i miei sospetti sono stati confermati. A Genova hanno trovato il petrolio in mezzo alle acque del torrente Polcevera, petrolio che poi ovviamente si è riversato in mare. Capite di cosa parlo? Io non ho parole, ma solamente tanta tanta tanta rabbia. E con questo vi lascio alle vostre riflessioni. Io ho fatto la mia, adesso tocca a voi.