lunedì 11 aprile 2016

Recensione: The Match di Irene Colabianchi

Buongiorno cuccioli di alpaca, come state? Io sto qui nel letto, senza la voglia di alzarmi per andare alla scrivania (che tra l'altro è qui alla mia sinistra, non devo nemmeno camminare per arrivarci; è attaccata al letto) e quindi ho rubato il computer portatile del mio big brother ed eccomi qui, sotto le coperte e con il mal di testa. Dovrei fare matematica e i logaritmi... ma a chi va? Non a me xD Come vi ho già anticipato su IG, ho finito The Match proprio l'altro ieri mattina, quindi ecco a voi puntuale la seconda recensione del mese. Spero vi piaccia!

Autore: Irene Colabianchi
Titolo: The Match (Boogeyman #2)
Pagine: 432
Trama primo libro: Crystal Young ha sedici anni e vive con il padre in una cittadina del Vermont, sulle rive di un lago. Vive una vita ordinaria, tra amici e scuola. Finirà per dover affrontare diverse insidie, quando in città arriva Elliott Davis e i suoi amici. Sono ragazzi scontrosi, misteriosi ed estremamente affascinanti. 
Crystal dovrà andare alla ricerca di spiegazioni per scoprire cosa sta succedendo e perché d'improvviso avvengono fatti inspiegabili: il padre rischia di morire diverse volte e qualcuno sembra proprio avercela con lui e la figlia, gli stessi Davis sono strani e lei si ritrova ad avere a che fare con l'arrogante Elliott. Sono entrambi presi l'uno dall'altra senza neanche rendersene conto, ma, come dice il detto, niente è come sembra e quando Crystal avrà la risposta a tutte queste stranezze, dovrà fare delle scelte e imparare a conoscere il mondo della Scacchiera Nera, dove i componenti del gioco degli scacchi sono creature dall'aspetto umano e l'anima d' ombra, che fanno riferimento all'Uomo Nero.  
La Scacchiera Nera svelerà i suoi segreti... Sarete pronti ad incontrare l’Uomo Nero?
La disperazione. Questo libro è stata la disperazione. Sono accadute così tante cose e ci sono state così tante rivelazione che MADONNA MIA MADONNA! Okay, stiamo calmi...! Con ordine!! The Match è stato nettamente superiore rispetto al primo, perché la storia entra proprio nel vivo. Ci sono così tante scoperte shock che porca miseria, non mi sarei mai immaginata, o meglio, mi ero immaginata solo a metà. Il libro però, ha avuto solo un'unica considerevole pecca: la sintassi.
(fermi tutti. Girovagando proprio adesso per il web, non ho trovato una singola recensione di questo libro. Possibile mai che io sia l'unica blogger ad aver recensito The Match?!) Come in Failure to queen, anche qui la sintassi, forma o come volete chiamarla, non mi ha soddisfatta a pieno. Forse sono io la troppo pretenziosa ma, ho notato che alcuni verbi non erano coniugati in modo corretto oppure il modo di comporre una frase non era abbastanza "professionale". 
C'erano. Frasi. In. Cui. Si. Parlava. Così. E a me dava fastidio non poco; lo so che magari era un modo per rendere di più, però so anche che ci sono diversi modi grammaticalmente più corretti di rendere al meglio una frase. A parte queste piccole pecche lo stile era comunque scorrevole e facile da leggere, per nulla pesante: ho letto The Match con estremo piacere e interesse. 
Veniamo quindi alle cose positive che ho adorato. I personaggi prima di tutto: li ho adorati. Subiscono tutti un cambiamento così radicale che ti sbalordisci di quanto siano cresciuti. Alcuni sono cambiati in modo visibile, altri invece, come Crystal, hanno subito cambiamenti quasi impercettibili ma che comunque li senti pesanti nella storia. Crystal diventa più donna, molto più badass, ma comunque mantiene la sua dolcezza. Elliott diventa una sorta di Daemon di Obsidian però all'italiana...! xD
Un ragazzo dolce e romantico ma che mantiene comunque la sua natura oscura e distruttiva. Anche Grace piano piano diventa meno odiosa e anzi arriva quasi ad essere amica di Crystal(!). Vi anticipo quindi che i personaggi vi stupiranno abbastanza. La descrizione dei luoghi mi stupisce sempre di quanto sia dettagliata ma non appesantisca la lettura. Mi chiedo come faccia... Perché appena io inizio a descrivere qualcosa mi perdo nei vicoli, nei corridoi, nell'oceano, nell'universo(!); insomma appena inizio a scrivere o a parlare vedo andare gli animali in letargo. E che capperi però. Quindi davvero un complimentone ad Irene che è capace di descrivere in modo così vivido e leggero! Gli eventi; parliamo della successione di questi ultimi. Io sono semplicemente basita. Non puoi mai mettere giù il libro perché cavolo ogni capitolo è tipo uno shock, una rivelazione, un'emozione. Mio Dio, sono così contenta di aver letto questi due libri e di aver scoperto Irene Colabianchi e la sua bravura! Riesce a far quadrare tutto, a gestire ogni cosa che mi stupisce davvero troppo! Okay, mi state perdendo; ma è solo che, davvero, questo libro, mi ha portato così tante emozioni che è in questi momenti che mi ricordo perché amo così tanto leggere...

Che dire, purtroppo sono frustata ora come ora per ben due motivi. Il primo è che sono insoddisfatta perché non sono riuscita a rendere a parole la bellezza di questo libro in particolare, ma credetemi quando vi dico che è fantastico e pazzesco! Il secondo motivo della mia frustrazione è che dovrò aspettare fino a Maggio per Checkmate e proprio non mi va!
Il giudizio? Madonna sono di nuovo combattuta tra i quattro cuoricini o i tre e mezzo. Ma penso che opterò per la seconda, perché la forma in tutta questa meraviglia ha davvero stonato. Non per il fatto che ha uno stile semplice ed essenziale, per carità, quello ci deve stare perché è una scrittrice ancora alle prime armi, ma proprio per la grammatica che non mi ha soddisfatto. Magari la prossima volta, una rilettura in più andrebbe rifatta...

Piccoli teneri alpaca, la mia recensione finisce qui. Se vi siete persi la recensione di Failure to queen, il primo libro di Irene Colabianchi, vi rimando qui. Spero tanto che la mia recensione vi abbia soddisfatto e che vi sia piaciuta. Noi ci vediamo questo Giovedì con l'appuntamento di Cover Battle e auguro una buona giornata a tutti!