giovedì 15 settembre 2016

Recensione: Il circo della notte di Erin Morgenstern

Buongiorno raggi di sole! Sono contentissima che ultimamente sto riuscendo a mantenere una continuità nella pubblicazione dei post ma non diciamo altro sennò poi la sfiga sente e ci viene a rincorrere e addio post puntuali! Finalmente qualche giorno fa ho finito di leggere Il circo della notte e cavolo se non mi è piaciuto! Prima però vi volevo dirvi (cosa molto random, ma non troppo) che mi sono scaricata Open Live Writer, un programma che mi permette di scrivere e pianificare post per il blog anche fuori dalla piattaforma del blog, insomma, tutto molto figo. Solo che non capisco come funziona, anche se fino ad ora ci sono entrata un paio di volte. Diciamo che ho anche paura di combinare casini con i post e l'editing. Ripeto che in queste cose non sono molto brava... e va be' vedrò qualche tutorial, perché comunque è un programma che mi intriga abbastanza, quindi vedrò di fare progressi. E ora, dritti alla recensione!

Autore: Erin Morgenstern
Titolo: Il circo della notte
Editore: Rizzoli
Trama: Londra, 1886: il circo compare all'improvviso, senza annunci. Gli spettacoli cominciano al calar della notte e finiscono all'alba, quando il cancello chiude i battenti e i tendoni bianchi e neri spariscono alla vista. È "Le Cirque des Rêves", il circo dei sogni, il luogo dove realtà e immaginazione si fondono e la mente umana dispiega l'infinito ventaglio delle sue potenzialità, seguito da un esercito di appassionati disposti a tutto per vedere le sue straordinarie attrazioni: acrobati volanti, contorsioniste, l'albero dei desideri, il giardino di ghiaccio... Ma dietro le quinte due maghi, da sempre rivali, si sfidano per il tramite di due giovani allievi scelti e addestrati al solo scopo di stupire e umiliare l'avversario. Contro ogni regola e ogni aspettativa i due giovani, Celia e Marco si scoprono attratti l'uno dall'altra: il loro amore è una corrente di elettricità più forte di qualsiasi magia, che minaccia di travolgere i piani dei loro maestri e di distruggere il delicato equilibrio di forze a cui il circo deve la sua stessa esistenza.
Terminato il libro, decido di farmi un giro per il web per sapere cosa ne pensa la gente di questo libro e rimango sconvolta, quando apprendo che tutti su questo pianeta hanno amato questo libro. Tutti tranne me. Suppongo che quella che si deve andare a curare sono io. Ma, per favore, prima di lanciarmi sprangate sui denti, lasciatemi spiegare perché ho questo pensiero riguardo Il circo della notte. Cominciamo dalla prevalenza di descrizioni. Descrizioni ovunque, un oceano di descrizioni senza fine che puntualmente ogni volta mi faceva passare la voglia di continuare a leggere. Avevo voglia di finire il libro, volevo finire il libro, ma puntualmente appena iniziavo a leggere la voglia e la buona volontà andavano sempre di più scemando e così mi ritrovavo a fare altro. Oltre alla descrizione vi era un'andatura molto lenta e noiosa che non mi riuscivano a prendermi proprio per niente. 
Il libro oltre ad essere lento e poco invitante era troppo confuso. Io l'ho trovato così per via di numerosi personaggi intrecciati: prima si parlava di Celia, poi di Marco, ancora Bailey, poi Thiessen. Numerose vicende intrecciate, ma non è solo questo perché questi eventi non avevano neanche una coerenza in quanto si alternavano tra passato e presente. Distanze di un anno, poi di settimane, poi di un giorno. Dovevo sempre andare indietro di pagine per capire e per riprendere il filo temporale e la cronologia degli eventi.
Ancora una pecca di questo libro era lo scenario. Non posso non ammettere che era una meraviglia essere trasportati nel Circo dei Sogni ma certe volte, la descrizione dei "tendoni" (molto più che tendoni, se visti oltre l'apparenza) era troppo surreale e non riuscivo a figurarmi bene il tutto nella mente. Lo so che era ovvio che vi era la prevalenza di tali descrizioni, in quanto il libro è incentrato proprio sul circo, ma avrei preferito di gran lunga se l'autrice ci avesse parlato un po' di più dei personaggi.
I personaggi li ho trovati distanti, sconosciuti, proprio perché la Morgenstern li aveva (giusto un po') trascurati, dando spazio alle immense e infinite descrizioni del circo. Ammetto però che così facendo, alcune volte, quando le spiegazioni e le descrizioni erano più chiare, riuscivo a immergermi completamente nello scenario e riuscivo quasi a percorrere con gli occhi della mente le vie che portavano ai tendoni, i colori dominanti, i profumi che si sentivano in ogni angolo, l'emozione di assistere agli spettacoli e l'entrata in tendoni sconosciuti pieni di inaspettate sorprese. Ed era per questo che la trama l'ho trovata abbastanza buona, perché se il tutto fosse stato bilanciato un po' meglio, sarebbe stato un libro meraviglioso, mi sarebbe davvero piaciuto, considerando che le vicende tra i personaggi sono state grandi fonti di emozioni e sentimenti. 


Ho deciso di dare a questo libro due cuori e mezzo, perché i difetti (per mia personale opinione) sono stati davvero troppi. Gli elementi che ho salvato sono stati davvero pochi. Ripeto, se ci fosse stato un bilancio maggiore nella storia, avrei dato molto ma molto di più. Anche perché l'autrice ha uno stile di scrittura unico e poetico, probabilmente la cosa migliore che mi sia piaciuta di tutto il romanzo. Ma per una bella storia, lo stile non mi basta. Quindi se devo essere sincera darò due cuori e mezzo.

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