giovedì 15 dicembre 2016

Recensione: Incantesimo tra le righe di Jodi Picoult

Buongiorno lettori! Come state? Spero tutto benone! Oggi volevo proporvi una recensione della mia ultima lettura: Incantesimo tra le righe di Jodi Picoult e sua figlia Samantha Van Leer. Buona lettura!

Autore: Jodi Picoult & Samantha Van Leer
Titolo: Incantesimo tra le righe
Editore: Corbaccio
Pagine: 308
Trama: Cosa succede se “…e vissero felici e contenti” non si rivela affatto essere tale? Delilah è una ragazza piuttosto solitaria che preferisce passare i pomeriggi in biblioteca, persa nei libri. In uno in particolare: Incantesimo tra le righe, che in teoria è un fantasy ma che sembra terribilmente reale, al punto che il principe Oliver, oltre a essere coraggioso, avventuroso e focoso, parla a Delilah. Cioè: le parla sul serio! E salta fuori che Oliver è ben più che un personaggio di carta: è un teenager che si sente intrappolato nella sua vita letteraria e che non sopporta l’idea che il suo destino sia segnato. Oliver è certo che il mondo là fuori possa offrirgli qualcosa di interessante e vede in Delilah la sua chiave di accesso alla libertà. I due si buttano a capofitto nell’impresa di tirare fuori Oliver dal libro, un compito difficile e che li spinge ad approfondire la loro percezione del destino, del mondo e del loro posto nel mondo. Contemporaneamente cresce l’attrazione reciproca, un sentimento forte e tutt’altro che letterario.
Credo che se un'autrice di romanzi drammatici, si mettesse a scrivere un YA, uscirebbe un libro come Incantesimo tra le righe. Se non lo sapete infatti, Jodi Picoult è un'autrice del romanzo: La custode di mia sorella. Un romanzo drammatico, incentrato sulla leucemia. Vi è quindi un notevole distacco di genere letterario. In sostanza, Incantesimo tra le righe non mi è piaciuto tanto, anzi.
La cosa che si nota con il passare delle pagine, è che vi è una sottile lentezza nella narrazione, nel senso che le pagine passano, ma in sostanza non succede niente. Anche se vi è molto equilibrio tra descrizione e conversazione, e meno male sennò lo avrei finito tra cent'anni.
Anche lo stile e il linguaggio non mi sono piaciuto molto. Entrambi troppo semplici e infantili; lo stile non era niente di speciale. Senza contare che ci sono state battute da far sanguinare gli occhi: 'perché' scritto con la x e con la k; il 'per' scritto con una penosa x; abbreviazioni usate da bambine delle medie ('TVB' e altre stupidaggini).
I personaggi poi, manco a parlarne. Protagonista, co-protagonista e altri personaggi stereotipati al massimo. La protagonista è la tipica ragazzina combinaguai, presa anche un po' in giro, senza amici a parte la sua migliore amica, anche lei stereotipata: la tipica ragazza con le borchie e la cresta, scarponi e scapestrata. Anche il protagonista maschile, Oliviero, si aggiunge alla mischia: bello, buono e perfetto; pff, ti prego. Non li ho apprezzati, nessuno di loro, perché non erano reali, non avevano spessore.
Vi è anche molta incoerenza nei fatti narrati: la fiaba in cui vive Oliviero, è la tipica favola ambientata nel passato con principi e principesse, grandi castelli e draghi spaventosi, ma ecco che ad un tratto si menzionano estintori e megafoni. Ma mi spiegate come fanno ad esistere queste cose nel (in che epoca sono ambientate le favole, cavolo?!) Medioevo?!
La cosa che mi fa arrabbiare, è che la trama era anche bella, ma il modo nel quale è stata raccontata e strutturata, non mi è piaciuto. Uno spreco, oserei dire. Alcune parti erano così confuse che il meccanismo attraverso il quale accadevano le cose e come venivano raccontate, si tramutavano in un gigantesco punto interrogativo nella mia testa. Alla fine avevo terminato il libro, ma il modo in cui questo era finito, non mi era assolutamente chiaro; mi ero riproposta di rileggere l'ultimo paio di pagine, ma ero così contenta di averlo finito, che l'ho subito archiviato in libreria.
Posso solo dirvi che se siete alla ricerca di una storia molto approssimata, leggera e dai toni sognanti e fiabeschi, direi senza ombra di dubbio, che questo romanzo è quello che fa per voi. Purtroppo io che sono sempre alla ricerca di romanzi elaborati, geniali, intricati ma chiari, questo libro non ha proprio fatto al caso mio.

In sostanza questo libro è stato parecchio una delusione. Avevo alte aspettative, ma va be'. Può capitare. Meglio che mi rifaccia con Hollow City...! 
A presto lettori!💘