martedì 10 gennaio 2017

Recensione: Hollow City di Ransom Riggs

Buonasera lettori, è iniziata la scuola e nella mia classe non si può proprio stare: il freddo ci sta paralizzando. Bella vita, eh?
Oggi vi volevo postare la recensione di un libro che ho adorato, e che ho letto un pochino di tempo fa. Il libro in questione è Hollow City,  il secondo libro dei bambini Speciali di Miss Peregrine di Ransom Riggs. Buona lettura!

Autore: Ransom Riggs
Titolo: Hollow City (Peculiar children #2)
Editore: Rizzoli
Trama primo libro:  Quali mostri popolano gli incubi del nonno di Jacob, unico sopravvissuto allo sterminio della sua famiglia di ebrei polacchi? Sono la trasfigurazione della ferocia nazista? Oppure sono qualcosa d'altro, e di tuttora presente, in grado di colpire ancora? Quando la tragedia si abbatte sulla sua famiglia, Jacob decide di attraversare l'oceano per scoprire il segreto racchiuso tra le mura della casa in cui, decenni prima, avevano trovato rifugio il nonno Abraham e altri piccoli orfani scampati all'orrore della Seconda guerra mondiale. Soltanto in quelle stanze abbandonate e in rovina, rovistando nei bauli pieni di polvere e dei detriti di vite lontane, Jacob potrà stabilire se i ricordi del nonno, traboccanti di avventure, di magia e di mistero, erano solo invenzioni buone a turbare i suoi sogni notturni. O se, invece, contenevano almeno un granello di verità, come sembra testimoniare la strana collezione di fotografie d'epoca che Abraham custodiva gelosamente. Possibile che i bambini e i ragazzi ritratti in quelle fotografie ingiallite, bizzarre e non di rado inquietanti, fossero davvero, come il nonno sosteneva, speciali, dotati di poteri straordinari, forse pericolosi? Possibile che quei bambini siano ancora vivi, e che - protetti, ma ancora per poco, dalla curiosità del mondo e dallo scorrere del tempo - si preparino a fronteggiare una minaccia oscura e molto più grande di loro?
Come nel primo libro, anche qui il linguaggio e lo stile fanno la loro parte: fluenti, di facile comprensione, mano a mano che le frasi di azioni e scenari vengono lette, tutto si strutta nella mente, come palazzi in costruzione. E' anche per questo che Ransom Riggs mi ha stupita come scrittore: ha la capacità di farti ricreare intere città, case distrutte dalla guerra, avventure spericolate, ambientazioni che ti tolgono il fiato, azioni di personaggi con poche e semplici frasi.
Con ciò non sto dicendo che c'erano solo parti descrittive; la storia era un qualcosa di meraviglioso anche per il suo equilibrio che aveva tra descrizione e conversazione. Quella di Hollow City era quindi una narrazione pulita, chiara, concisa e soprattutto coinvolgente, capace di farti immergere completamente nella storia. Credo che questa sia stata la prima volta che io mi sia sentita così immersa in una storia; il libro rappresentava il portale per un altro mondo. 
Trovo anche che i personaggi siano stati un altro punto forte del libro: erano dinamici, tutti quanti. Ho adorato il fatto che l'autore sapeva destreggiarsi fra tanti caratteri così diversi l'uno dall'altro. Anche se non erano i protagonisti della storia, credo che si possano considerare coprotagonisti perché rispetto al primo libro, diventano più importanti nella storia. Diventano una squadra in cui ognuno è essenziale alla sopravvivenza dell'altro poiché tutti sono diversi e tutti hanno poteri e capacità diverse. 
Infine, l'ultima cosa che posso dire di questo libro è che è stato un'altalena di emozioni: azione, avventura, suspense, paura, timore, speranza, fede, gioia. Era un'alternanza di stati d'animo: non vi era nulla di statico in questo libro. Tutto mutava e proprio per questo era difficile "adagiarsi sugli allori", perché c'era sempre un colpo di scena dietro l'angolo ad aspettarti.
Questo è un libro che lascia senza fiato, un continuo altalenare di emozioni. Un libro con una narrazione dinamica che presenta personaggi unici e originali. Le azioni sono narrate con maestria. Io l'ho semplicemente amato. Devo ammettere che sono stata indecisa se dare a questo libro quattro cuoricini e mezzo, oppure il massimo di cinque cuori. Ho deciso però di dargli 4 cuori e mezzo perché sento che per un libro da 5 cuori, non dovrei proprio avere dubbi del genere.

La recensione di oggi termina qui, miei cari lettori. Spero di non averla fatta troppo lunga, ma volevo dirvi tutto ma proprio tutto quello che pensavo su questo libricino bellino bellino. Fatemi sapere cosa ne pensate. Intanto noi ci salutiamo e ci risentiamo Venerdì! Arrivederci!